{"id":367,"date":"2015-02-18T18:07:01","date_gmt":"2015-02-18T18:07:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hram.it\/?p=367"},"modified":"2015-02-18T18:08:02","modified_gmt":"2015-02-18T18:08:02","slug":"agiografia-di-san-serafino-di-sarov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hram.it\/?p=367","title":{"rendered":"San Serafino di Sarov"},"content":{"rendered":"<p>Nel tempo in cui in tutta Europa, e anche in Russia, imperversava lo spirito dei \u201cLumi\u201d, detto anche \u201cIlluminismo\u201d, filosofia che avrebbe aperto la strada all\u2019ateismo e alla persecuzione del Cristianesimo, il 19 luglio del 1759 nacque a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"articles-gen-img alignleft wp-image-14 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/p1_1162-150x150.jpg\" alt=\"p1_1162\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Kursk, in una famiglia di pii mercanti, colui che sarebbe stato il grande testimone della \u201cluce dello Spirito\u201d. Battezzato col nome di Pr\u00f2coro venne cresciuto nella fede, nella piet\u00e0 e nell\u2019amore per la Chiesa. All\u2019et\u00e0 di 17 anni, con la benedizione di sua madre, abbandon\u00f2 il mondo ed entr\u00f2 in monastero a S\u00e0rov, dove divenne rapidamente modello di obbedienza e di virt\u00f9 monastiche. Con gioia il giovane novizio si dedic\u00f2 al servizio dei fratelli e ai lavori pi\u00f9 umili, sempre con la \u201cpreghiera di Ges\u00f9\u201d sulle labbra e nel suo cuore. Dopo qualche tempo si ammal\u00f2 gravemente e malgrado il tormento, rifiut\u00f2 di richiedere l\u2019aiuto dei medici, volendo il solo farmaco che desiderano coloro che abbandonano tutto per seguire Dio: la Santa Comunione. Quando gli venne portato il Santo Viatico gli apparve la Santissima Madre di Dio, accompagnata dagli Apostoli Pietro e Giovanni il Teologo. Indicando il giovane novizio Ella disse: \u201cCostui \u00e8 della nostra razza!\u201d.<\/p>\n<p>Poco tempo dopo Pr\u00f2coro guar\u00ec e sul posto dell\u2019apparizione fece costruire un\u2019infermeria.<\/p>\n<p>Dopo 8 anni di noviziato fu tonsurato monaco col nome di Serafino (il fiammeggiante), nome adatto al suo animo bruciante d\u2019amore per il Dio incorporeo. Ordinato diacono, passava le notti in preghiera prima di celebrare la Divina Liturgia, e per la sua preghiera intensa Dio gli accord\u00f2 visioni, estasi e consolazioni spirituali. Diretto con prudenza dal suo padre spirituale, ricercava la solitudine e progrediva nella strada della virt\u00f9 con la sua profonda umilt\u00e0. Poco dopo la sua ordinazione sacerdotale e la morte del suo padre spirituale, ottenne dai superiori il permesso di ritirarsi a vivere in una foresta, a 6-7 km dal monastero e di costruire una piccola capanna in legno con un piccolo giardino sulla cima di una collina che egli chiam\u00f2 \u201cla santa montagna\u201d. Ivi dimorava durante la settimana e alla domenica e per le feste ritornava la monastero. In questo eremitaggio passava il tempo nella preghiera e nel lavoro materiale, sopportava con pazienza i rigori dell\u2019inverno e i fastidiosi insetti dell\u2019estate, portava sulla schiena un grosso Vangelo come \u201cfardello di Cristo\u201d e si recava in luoghi diversi della foresta ai quali aveva dato il nome dei luoghi biblici: Betlemme, Giordano, T\u00e0bor, G\u00f2lgotha, per poter leggere in questi posti i passi dell\u2019Evangelo corrispondenti.<\/p>\n<p>Viveva intensamente ogni giorno la vita e la Passione del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. La meditazione continua della Sacra Scrittura gli dava non solo la conoscenza della verit\u00e0, ma anche la purezza dell\u2019anima e la compunzione del cuore, cos\u00ec che oltre agli uffici divini e alle 1000 prosternazioni quotidiane egli poteva pregare senza posa, unendo l\u2019intelligenza al cuore. Si nutriva del pane dato dal monastero e dei prodotti del suo orto, ma spesso si privava del cibo per donarlo agli animali della foresta che venivano alla sua capanna e in particolare a un enorme orso che gli si accostava docile come un gattino.<\/p>\n<p>Vedendo questo modo di vita cos\u00ec gradito a Dio, il nemico del genere umano, il Diavolo, eccitato dalla gelosia, sferr\u00f2 contro l\u2019atleta di Dio orrendi attacchi, di pensieri d\u2019orgoglio, visioni terrificanti e altri disturbi, ma Serafino vinceva tutto con la preghiera e col segno della Croce. Divenendo la battaglia sempre pi\u00f9 drammatica decise di intraprendere un combattimento pi\u00f9 duro: pass\u00f2 mille giorni e mille notti in piedi o in ginocchio su una roccia, ripetendo senza posa la Preghiera di Ges\u00f9. Cos\u00ec venne definitivamente liberato dal combattimento dei pensieri. Ma il Diavolo non si diede ancora per vinto. Invi\u00f2 contro di lui tre briganti che, furiosi di non trovare sul povero monaco il denaro che speravano di rubare, lo colpirono con bastoni, lasciandolo mezzo morto, sanguinante e con le ossa rotte. Bench\u00e9 fosse di costituzione robusta il povero Serafino non cerc\u00f2 di difendersi, offr\u00ec il suo corpo al martirio pensando alle sofferenze del Signore. Malgrado il suo stato miserevole riusc\u00ec a trascinarsi fino al monastero, dove dopo 5 mesi di sofferenze, fu miracolosamente guarito in un\u2019apparizione della Santa Vergine, uguale a quella che aveva avuto da novizio. Gli rimase, purtroppo, il segno, perch\u00e9 costretto a stare piegato e deformato per sempre, dovette appoggiarsi a un bastone per poter camminare. Questa infermit\u00e0 aggiunse un nuovo gradino alla scala delle sue virt\u00f9, e dal 1807 al 1810 intraprese il combattimento del \u201csilenzio\u201d nella solitudine.<\/p>\n<p>Si ritir\u00f2 di nuovo nella foresta e non ritorn\u00f2 nel monastero per gli Uffici Sacri alle feste. Quando incontrava qualcuno nella foresta si prosternava fino a terra in silenzio fino a che non si fosse allontanato. Nel frattempo l\u2019ig\u00f9meno del Monastero mor\u00ec. Incominci\u00f2 cos\u00ec a serpeggiare tra i monaci una strana animosit\u00e0 verso il giovane eremita e iniziarono ad accusarlo di separarsi dalla comunione della Chiesa. Alla fine il superiore diede l\u2019ordine a Serafino di ritornare nel monastero. Serafino ritorn\u00f2 umilmente e si istall\u00f2 in una piccola e stretta cella, dove cominci\u00f2 a praticare un nuovo stadio della sua vita: la reclusione.<\/p>\n<p>Nel vestibolo aveva fatto mettere una bara nella quale amava pregare, e nella sua cella un sacco di pietre che gli serviva da giaciglio, un tronco d\u2019albero per sedile e un\u2019icona della \u201cMadonna della tenerezza\u201d, chiamata da lui \u201cGioia di tutte le gioie\u201d, davanti alla quale bruciava in permanenza una lampada. Viveva cos\u00ec nel silenzio, con austerit\u00e0, leggeva e commentava ogni settimana il Nuovo Testamento, pregava senza posa, avendo gli Angeli e i Santi come compagni e testimoni della sua vita celestiale. Dopo 5 anni di reclusione, apr\u00ec la sua porta, lasciando entrare quelli che lo volevano, ma senza rompere il silenzio, anche per i visitatori pi\u00f9 importanti. Nel 1825, per consiglio della Santa Vergine, termin\u00f2 la vita esicasta e inizi\u00f2 a offrire la sua esperienza ai monaci e ai laici.<\/p>\n<p><em>Traduzione a cura dell\u2019ig\u00f9meno Dimitri Fantini<\/em><\/p>\n<p>Fonte: Tratto da \u201cLe Sinaxaire \u2013 vie des Saints de l\u2019Eglise Orthodoxe\u201d, tomo 2\u00b0, Edizioni \u201cTo perivoli tis Panagh\u00ecas\u201d, Tessaloniki, 1988.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tempo in cui in tutta Europa, e anche in Russia, imperversava lo spirito dei \u201cLumi\u201d, detto anche \u201cIlluminismo\u201d, filosofia che avrebbe aperto la strada all\u2019ateismo e alla persecuzione del Cristianesimo, il 19 luglio del 1759 nacque a Kursk, in una famiglia di pii mercanti, colui che sarebbe stato il grande testimone della \u201cluce dello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":368,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/367"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=367"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":376,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/367\/revisions\/376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hram.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}